Che cos’è l’edu-larp

Edu-larp: apprendere attraverso esperienze simulate

L’edu-larp rappresenta una metodologia sperimentale, di largo uso nei paesi del Nord Europa, che trae elementi dal larp (gioco di ruolo dal vivo) e dal “role playing” utilizzato in ambito terapeutico ed educativo. Si tratta di un’attività contemporaneamente ludica ed
educativa, che consente di apprendere attraverso il gioco.
Attraverso la guida di educatori esperti, chi partecipa ad un edularp è coinvolto nell’interpretazione di ruoli specifici, che interagiscono con determinate situazioni.
Questo mezzo educativo consente, grazie alla mediazione degli educatori, di lavorare ad un livello leggermente superiore rispetto alle competenze dei partecipanti (la “zona di sviluppo prossimale” di Vygotskij). Questo permette di ampliare le conoscenze e competenze dei partecipanti stessi.
L’edu-larp ha numerosi vantaggi che lo caratterizzano come un ottimo supporto all’apprendimento di bambini e adulti:

  • La presenza di un briefing iniziale o di attività di workshop strutturate permettono di creare interesse e di predisporre il partecipante a percepire l’attività come utile e formativa.
  • La possibilità di interpretare un personaggio permette di stimolare l’empatia e la flessibilità mentale.
  • La possibilità di rapportarsi con problemi concreti stimola il desiderio di apprendere e la motivazione.
  • La necessità di relazionarsi con altri personaggi e comparse stimola il miglioramento delle competenze sociorelazionali e la riflessione sulle modalità comunicative.
  • La presenza di un debriefing finale consente di fare emergere gli insegnamenti previsti dall’attività e di mettere in atto una discussione che viene arricchita dall’eterogeneità delle esperienze personali dei partecipanti.

Isabella Negri e Hidalgo Leonardo Buscato

“Il modo in cui la gente gioca mostra qualcosa del loro carattere. Il modo in cui perde lo mostra per intero.”

Harvey B. Mackay

"Questo è il vero segreto della vita – essere completamente impegnato con quello che si sta facendo qui e ora. E invece di chiamarlo lavoro, rendersi conto che è un gioco.
"

Alan W. Watts.

"Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.
"

Pablo Neruda

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